L’AYURVEDA: cos’è e come agisce

Poiché nei tempi antichi l’Ayurveda è stato concepito e insegnato da alcuni saggi, certi studiosi sostengono che l’Ayurveda ha un inizio. In effetti non è così, non si conosce un periodo in cui l’Ayurveda non fosse esistente e dopo il quale venne alla luce. Come il calore del fuoco e la liquidità dell’acqua, l’Ayurveda o scienza della vita è cosa innata e per esistere non ha bisogno di alcuno sforzo da parte degli umani

Charaka Samhita – Sutra Sthana cap. III,27

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L’AYURVEDA, che affonda le sue origini nel sacro testo antico indiano della CHARAKA  SAMHITA del 1500 a.c., tuttora utilizzato come manuale universitario nelle facoltà di Medicina dell’India, viene considerata una scienza universale: da AYUS “vita/ciclo vitale” e VEDA “conoscenza, scienza, capacità di vedere”. Scienza della vita dunque il cui scopo è di portarci alla comprensione di tre concetti, semplici ma fondamentali:

  1. Chi siamo e come siamo fatti

  2. Che cosa ci fa bene, mantiene l’equilibrio psico-fisico, il benessere, la salute, aumenta l’energia e riduce lo stress

  3. Che cosa ci fa male, disturba il corpo e la mente, rende stanchi e stressati, porta in definitiva alla malattia

Secondo la CHARAKA SAMHITA, il funzionamento del corpo umano dipende da tre fondamentali fattori che regolano tutto il sistema patologico, fisiologico e metabolico del corpo:

  1. I tre DOSHA, le forze che controllano i processi fisiologici

  2. I sette DHATU, i tessuti fondamentali che compongono l’organismo

  3. I cinque MALA, i prodotti di scarto del corpo

I tre DOSHA: VATA, PITTA e KAPHA, di cui troverai più informazioni nella sezione dell’approfondimento, sono i fattori primari alla base di salute a malattia e definiscono la costituzione di ciascun individuo. Ognuno di noi infatti nasce con un suo proprio DOSHA preminente che determina forma e aspetto del corpo, l’insieme degli atteggiamenti, le attitudini psico-emotive, le tendenze e la predisposizione a certe malattie.

I DOSHA fluttuano continuamente a causa di fattori esterni ed interni: l’interesse della persona sana è quello di mantenerli il più possibile in equilibrio. Se solitamente nella mentalità occidentale, il concetto di equilibrio viene associato a quello di stabilità, l’Ayurveda lo considera un fattore dinamico: nel corpo tutto cambia e si trasforma di continuo ed è necessario che ogni individuo sappia adattarsi alle proprie variazioni fisiologiche e a quelle dell’ambiente.

Oltre ai DOSHA esistono dei SOTTODOSHA che presiedono ciascuno a diverse funzioni (es. prana), e fattori quali AGNI il fuoco digestivo principale e i fuochi metabolici secondari, DHATU i tessuti, SROTA i canali circolatori, MALA le sostanze di rifiuto, AMA la sostanza tossinica.

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L’ Ayurveda insegna che la malattia non si manifesta mai improvvisamente ma come conseguenza di abitudini e comportamenti squilibrati; per ogni malattia vi sono tre possibili cause:

  • L’errore dell’intelletto;

  • L’uso improprio dei sensi;

  • L’influsso del tempo.

Il processo della patogenesi secondo l’Ayurveda segue tre tappe fondamentali:

  • Alterazione del DOSHA;

  • Indebolimento del fuoco digestivo;

  • Formazione e accumulo di tossine;

Ciascuna di questa si manifesta  a sua volta come conseguenza di una serie di trascuratezze ed errori.

Compito dell’Ayurveda è mantenere la propria costituzione di nascita, la PRAKRITI, riportandola ai valori originali quando in eccesso o squilibrata e dunque malata, diventando VIKRUTI.

Per fare ciò il medico ayurvedico si avvale di una procedura diagnostica codificata e descritta nei trattati dei saggi che ne regolamentano e definiscono caratteristiche e validità. Il metodo di base consiste nel seguire una triplice via composta da interrogazione, esame diretto e deduzione logica. Attraverso l’interrogazione il medico richiede al paziente una dettagliata serie di informazioni riguardanti caratteristiche fisico-psichico-emotive e abitudini rispetto ad ogni attività, usanza, relazione, ecc.

L’esame diretto prevede l’analisi visiva e la palpazione di diverse parti del viso e del corpo, tra cui un posto particolare ricopre l’analisi del polso.

Acquisite le informazioni necessarie, attraverso la deduzione logica, il medico ayurvedico determina la costituzione di nascita, la costituzione alterata, i dosha che hanno provocato squilibrio, la sede primaria dei disturbi, la condizione dei vari organi indeboliti, lo stato di avanzamento del disturbo.

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