Se vuoi approfondire

L’uomo intelligente dovrebbe fare ogni possibile sforzo per conseguire il benessere del corpo.
Poichè gli esseri umani sono incarnati nel corpo, esso è il fondamento del vero benessere della persona.
E’ dovere di ciascuno prendersi cura del proprio corpo trascurando ogni altra cosa, perché in mancanza del corpo viene meno tutto ciò che caratterizza gli esseri incarnati.

Charaka Samhita

Il più grande e prezioso insegnamento che la medicina e la terapia ayurvedica ci tramandano da sempre è che l’individuo, oltre ad essere unico ed irripetibile, è per sua naturale e profonda essenza sano e che a questa condizione di equilibrio è necessario lavorare giorno per giorno, nel momento in cui propriamente la salute è presente ed al massimo della sua espressione.

I fattori che concorrono a minarla sono molteplici e quotidiani: stress, stanchezza, scorretta alimentazione, alterata fase del sonno-veglia, traumi fisici ed emotivi, disturbi e debolezze organiche, trascuratezza verso se stessi e i propri stati fisici ed emotivi, abuso di farmaci e sostanze psicotrope.

La malattia che insorge in forma più o meno frequente e cronica, in diversi casi si manifesta dunque come diretta conseguenza di un costante e progressivo allontanamento dalla condizione di equilibrio. Il termine sanscrito Svastha che letteralmente significa “stabilizzarsi nel sé” o “nella condizione propria a sé stessi” ben chiarisce questi contenuti.

Curiosità

Sushruta, celebre medico indiano vissuto tra il 1200 e il 600 a.c. comunemente considerato come il padre della chirurgia indiana e grande studioso e sistematizzatore della medicina, con apporti significativi in ambiti quali neurochirurgia, chirurgia plastica, ortopedia, tossicologia, psichiatria e deontologia, scrisse numerose opere tra cui il Sushruta Samhita, uno dei testi fondanti dell’Ayurveda.

In essa Sushruta descrisse in lingua sanscrita il sistema di diagnosi e terapia come lo aveva appreso direttamente dal suo maestro Dhanvantari, fondatore della scuola chirurgica di Dhanvantari, la cui mitologia fa risalire direttamente al dio Brahma creatore dell’universo che, preoccupato per le sorti e la salute dell’umanità, decise di donare l’Ayurveda agli uomini attraverso una serie di incarnazioni.

Sushruta definisce con queste parole lo stato di salute: “L’individuo sano è colui che ha umori, il fuoco digestivo, i componenti tissutali e le funzioni escretorie ognuno in buon equilibrio, e che ha lo spirito, i sensi e la mente sempre compiaciuti”. 

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MACROCOSMO E MICROCOSMO 

Sappiamo che ogni essere umano rappresenta un microcosmo che si riflette in tutto il macrocosmo che lo circonda e di cui è parte integrante, essendo entrambi composti della stessa materia. L’Ayurveda a tale proposito descrive dettagliatamente il processo di composizione del cosmo: secondo i testi ayurvedici la creazione, che avviene fuori dal tempo lineare all’interno di un tempo ciclico e circolare, ebbe origine dall’unione di due principi cosmici immanenti, senza forma ed eterni, ovvero: Purusha, l’elemento che manifesta lo spirito e stimola Prakriti, a sua volta l’elemento attivo che origina la materia.

A loro volta Purusha e Prakriti rappresentano i concetti di forma e sostanza, principio maschile e principio femminile, inscindibili e non in grado di manifestarsi uno senza l’altra. Dall’unione delle due nascono tre energie intelligenti che regolano la creazione, il mantenimento e la dissoluzione del cosmo.

Tutto l’universo si manifesta, vive e scompare secondo dei cicli vitali regolati da:
Sattva, l’intelligenza che crea;
Rajas, l’intelligenza che costruisce e mantiene;
– Tamas, l’intelligenza che porta alla conclusione.

Dall’unione ed interazione di queste tre forze si generano le componenti materiali necessarie per concretizzare la vita nel mondo per mezzo del manifestarsi dei cinque elementi di base detti Panchamahabhuta: etere, aria, fuoco, acqua, terra.

Nell’essere umano i cinque elementi si combinano e strutturano dando vita a forze nuove, dotate di loro energia ed intelligenza, chiamate Dosha.

I tre Dosha esistenti sono VATA, PITTA e KAPHA: dunque forze intelligenti che definiscono la materia del corpo ma ne regolano al contempo le varie funzioni, determinando salute e malattia della persona. La loro interazione e la quantità di ciascuno presenti in elementi unici ed in proporzioni variabili in ogni individuo, andranno a formarne e decretarne quella che chiamiamo la costituzione individuale: la forma e l’aspetto del corpo, gli atteggiamenti, le attitudini psico-emotive, la predisposizione a determinati disturbi e malattie.

VATA DOSHA

E’ il dosha che si genera dall’unione di ETERE ed ARIA: esso presiede ed rappresenta tutti i movimenti fisici, biologici e mentali, inoltre governa il nostro sistema nervoso. E’ infatti la forza che muove e porta in sè le varie caratteristiche degli elementi che lo compongono; le sue qualità sono la secchezza, l’asciuttezza, la freddezza, la velocità, la prontezza, mobilità e l’ irregolarità.

PITTA DOSHA

E’ il dosha che si genera dall’unione di FUOCO e ACQUA: esso presiede e rappresenta tutto ciò che è calore e capacità di trasformazione delle sostanze nell’organismo agendo come fuoco corporeo. E’ la forza che digerisce, metabolizza e trasforma il nutrimento e i pensieri. E’ inoltre responsabile della temperatura corporea, della pigmentazione della pelle e delle vista. Le sue qualità sono il calore, la leggerezza, la lucidità, la penetrazione e l’acidità.

KAPHA DOSHA

E’ il dosha che si genera dall’unione di ACQUA e TERRA: esso presiede ed interessa tutto ciò che è solidità e stabilità ed è definito come la forza che costruisce. E’ la forza che dà forma alla nostra struttura e, attraverso le secrezioni e i liquidi, mantiene la corretta lubrificazione. Le sue qualità sono la pesantezza, la lentezza, la stabilità, la solidità, l’immobilità,  l’untuosità e la morbidezza.

I dosha fluttuano continuamente, in relazione a fattori sia interni che esterni e partendo dal concetto ayurvedico del dinamismo che ci insegna come tutto nel corpo umano cambia e si trasforma ininterrottamente, uno dei compiti principali per l’essere umano sarà raggiungere quanto più possibile l’armonia con il proprio dosha preminente e la relazione di questo con gli altri due.

La capacità di adattarsi sia alle proprie caratteristiche e variazioni fisiologiche che a quelle dell’ambiente, costituiscono la regola basilare per il raggiungimento e il mantenimento di un sano equilibrio.